DIECI MONDI
Dieci artisti; dieci modalità diverse ed estremamente personali di vivere e di interpretare un’unica espressione: la ceramica. Accomunati dalle tecniche e dall’ amicizia ogni singolo artista ha sviluppato un proprio percorso espressivo, emotivo e sperimentale fino ad arrivare ad opere che pur partendo da una base comune e a volte riconoscibile, hanno peculiarità completamente differenti, in cui ognuno ha espresso una parte importante della propria vita, del proprio gusto, della propria personalità, e della propria educazione.
Non è affatto semplice perciò creare una presentazione scritta che le accomuni, o che le paragoni. Probabilmente non è nemmeno opportuno farlo.
E’ senza dubbio più semplice e più rispettoso cercare in ognuno di loro l’aggettivo, il sentimento che viene trasmesso nelle loro opere, e che le opere stesse suscitano in noi che le osserviamo, e che magari ci possono far riconoscere più in un artista piuttosto che in un altro. Sensazioni di piacere, di sorpresa, o magari anche di disgusto.
Ma l’arte è anche questo. E’ soprattutto questo. L’arte deve provocare sentimenti, deve smuovere. Poco interessa se ciò che percepiamo è pace o tribolazione, o ricerca, o un cammino non ancora concluso. Il compito dell’arte è quello di non essere indifferente, e di suscitare, di emozionare. Ed è molto interessante osservare come questo sia possibile pur partendo da lavorazioni e tecniche ceramiche comuni tra questi artisti, ma che, se rielaborate in maniera del tutto personali, portano a risultati visivamente e percettivamente molto differenti.
Tecniche di cottura come il Raku, il Bucchero etrusco, il Pit-fire, il Saggar; materiali come l’argilla semirefrattaria o la paperclay. Combinazioni che questi artisti hanno elaborato sapientemente fino a raggiungere risultati che in chi scrive hanno di volta in volta suscitato allegria, giocosità, armonia, eleganza , ma anche scontrosità e forza.
Gianluca G.Quaini